"Una nuova dimensione"
15/03/2024
Il mondo della programmazione ha subito spesso violenti cambiamenti, progressi, potenziamenti. Ciò che credevamo impossibile dieci anni fa diventa ora incredibilmente semplice ed intuitivo. I codici che son o stati sviluppati attraverso framework o piattaforme impazzano nel web, spesso è difficile riuscire a stare al loro passo, così lo sviluppatore deve concentrarsi su un semplice codice piuttosto che svariati. In un mondo in continuo cambiamento, nella dimensione web è il 3d che sta guadagnando sempre più punti nell’universo del web design. Se negli ultimi decenni la cinematografia ed il gaming hanno usato la terza dimensione per la creazione di film incredibilmente scenografici e di giochi per pc o console appassionanti, adesso tocca al web designer l’arduo compito di esplorare i meandri dell’evoluzione Javascript.
Oggi affrontiamo nel particolare il mondo della grafica 3d reattiva, ovvero l’utilizzo di tecniche e tecnologie che consentono alla grafica 3D di rispondere in modo dinamico e interattivo alle azioni dell’utente o a cambiamenti nell’ambiente circostante. Questo concetto è spesso applicato in contesti come sviluppo web, giochi, simulazioni e applicazioni di realtà virtuale (VR) o realtà aumentata (AR). Come già detto, la grafica 3D reattiva rappresenta un campo in continua evoluzione, poiché le tecnologie emergenti continuano a migliorare la qualità grafica e l’interattività nelle applicazioni digitali, ma oggi ci soffermeremo su un tema in particolare, quello più attinente al mondo delle tecnologie web, dove la grafica 3D reattiva può essere implementata utilizzando librerie e framework come Three.js, che semplificano la creazione di scene 3D interattive nel browser web. Questi strumenti sfruttano WebGL per accelerare l’elaborazione grafica sulla GPU.
Ma di cosa stiamo parlando? Andiamo nello specifico:
Three.js è una libreria JavaScript open-source utilizzata per creare grafica 3D interattiva all’interno di browser web. Consente agli sviluppatori di incorporare facilmente elementi grafici tridimensionali, animazioni e interattività nei loro progetti web senza la necessità di plugin aggiuntivi o software di terze parti. Questa libreria è costruita su WebGL, un’API Javascript che consente al browser di utilizzare l’accelerazione hardware della GPU per rendere la grafica 3D fluida. La libreria semplifica notevolmente la complessità della programmazione 3D, fornendo un’interfaccia ad alto livello che gestisce molte delle operazioni complesse coinvolte nella grafica tridimensionale. Alcune delle caratteristiche principali di Three.js includono la creazione di geometrie 3D (come cubi, sfere, tori), materiali (come texture e riflessioni), l’illuminazione, le telecamere, le animazioni e molto altro. Per conoscere meglio WebGL è consigliabile approfondire l’argomento sul sito di MDN Web Docs, dove potrete trovare tutte le informazioni per sfruttare a pieno questa potentissima API. Invece sul sito di Three.js troverete tantissimi esempi che descriveranno l’incredibile potenziale di questa fantastica libreria, come ad esempio il simpatico sito The Museum of Annoying Experiences” che descrive a pieno le capacità di questa open-source.
Altri esempi di siti web creati tramite l’utilizzo di Three.Js si possono trovare sul sito di Awwards. Molti di questi progetti sono candidati alle nomine come migliori siti dell’anno. Vorrei citare in particolare tre siti che mi hanno colpito, nonostante siano comunque limitanti per esprimere l’infinito potenziale di questa libreria:
1- Havaians
2- Elysium
3- Glenfiddich
L’universo del web design è infinito, le uniche due skill per riuscire esplorarlo interamente sono il tempo e la pazienza. Buon viaggio!
"The SEO War"
26/01/2024
Che l’ottimizzazione della SEO sia indispensabile al fine di essere conosciuti nell’immenso mercato digitale, è un dato assodato da molti anni. Eppure le regole da seguire per raggiungere tale fine, le strategie utilizzate e le strade che si possono percorrere risultano ogni giorno più varie, dando sempre più opportunità di scelta. Cosa scegliere quindi nella molteplicità di opzioni a noi offerte per ottenere il meglio dal nostro sito? A chi affidarci per ricevere un rapporto qualità-prezzo adeguato alle nostre aspettative?
Parliamo di CMS. Nell’universo WordPress sono tre i principali leader indiscussi per quanto riguarda l’ottimizzazione SEO:
- Yoast SEO: è uno dei plugin SEO più popolari, offre una vasta gamma di funzionalità, tra cui l’ottimizzazione del titolo, delle meta description, la gestione delle sitemap e molto altro;
- Rank Math: offre molti strumenti per ottimizzare i contenuti e migliorare la SEO, tra cui l’ottimizzazione on-page, l’analisi delle parole chiave (molteplici, a differenza di Yoast), l’integrazione con Google Search Console e tante altre funioni;
- All In One SEO Pack: meno conosciuto, ma comunque valido plugin che fornisce funzionalità simili a Yoast SEO, inclusa l’ottimizzazione del contenuto, l’indicizzazione, la gestione delle sitemap e altro.
Esistono poi altri validissimi plugin per CMS come Magento (SEO Ultimate Suite), Drupal (PathAuto) o Joomla (SH404SEF) che offrono un ottimo servizio di indicizzazione, mentre Wix e Shopify hanno già ha molte funzionalità SEO integrate.
Ma abbandoniamo il mondo dei CMS per inoltrarci nel caro vecchio codice. Che il tuo sito sia fatto con React, Angular o semplice HTML, CSS e JS, esistono delle linee guida per potenziare la SEO. Si tratta di una strada più lunga e tortuosa, soprattutto se sei un neofita, ma questo permette anche una conoscenza più dettagliata delle modifiche fatte, in questo modo non bisogna necessariamente delegare un plugin senza mai capire esattamente cosa sta succedendo all’interno del tuo sito. Occorre però da un’ottima strutturazione dello scheletro del sito (Titoli, Paragrafi, Liste ecc.) per poi concentrarsi sull’ottimizzazione dei Metatag, l’utilizzo di URL descrittive e ricche di parole chiave, Backlink e Contenuti di qualità, lo sfruttamento del file robot.txt per controllare le pagine indicizzate e, ovviamente, il prezioso supporto di strumenti come Google Analytics e Google Search Console per monitorare le prestazioni.
Ma quindi cosa è meglio scegliere all’interno di questa enorme competizione per ottenere il controllo completo della SEO?
Non esiste una risposta giusta. Dipenderà tutto dalle tue esigenze di sviluppatore ma, se saprai far bene i compiti a casa qualsiasi sarà la tua strada otterrai risultati formidabili. Noi di Jarop.it, promuovendo un sito vetrina semplice ed esclusivamente descrittivo, abbiamo scelto Yoast SEO per una questione di comodità e velocità, ma non vuol dire che non potremmo cambiare in futuro, provando altre strade. L’efficacia tra l’uso di un plugin SEO su un sito creato con un CMS e le modifiche SEO manuali su un sito scritto in HTML dipende da diversi fattori, tra cui le tue competenze tecniche, le esigenze del sito e la complessità delle ottimizzazioni SEO necessarie. In generale, l’uso di un plugin SEO su un CMS è una scelta comune ed efficace per la maggior parte dei siti web. Tuttavia, se hai un sito altamente personalizzato o complesso e sei un esperto in SEO e codifica, potresti optare per modifiche manuali. Qualsiasi sia la tua scelta, è fondamentale dedicare tempo all’ottimizzazione e mantenerla nel tempo per ottenere risultati duraturi. Ricorda: senza costanza non si va da nessuna parte.
"This is a Frame World"
27/11/2023
“God bless the Framework!”. Un qualsiasi sviluppatore web non può negare di avere almeno una volta esclamato qualcosa di simile nella propria testa. Perché i framework hanno davvero rivoluzionato il modo di programmare, risparmiandoti molte ore di lavoro ed al tempo stesso permettendo di sperimentare nuovi orizzonti e rivoluzionando così il proprio progetto. Oggi molti siti web di grande importanza e notorietà utilizzano framework front-end per la progettazione e lo sviluppo delle loro interfacce utente, come Twitter, Facebook, Instagram, Slack, Airbnb, GitHub, DropBox. Sono solo alcuni esempi di siti web noti che sfruttano i framework front-end per migliorare l’aspetto e le funzionalità delle loro interfacce utente. L’uso di framework front-end è comune tra le grandi aziende e le applicazioni web di successo perché semplifica lo sviluppo, migliora la coerenza e contribuisce a fornire un’esperienza utente di alta qualità.
Il primo framework front-end riconosciuto e utilizzato ampiamente è stato Bootstrap, sviluppato da Twitter.
È stato rilasciato per la prima volta nel 2011, progettato come uno strumento interno per semplificare la progettazione e lo sviluppo delle loro pagine web e successivamente rilasciato come progetto open source. Questo framework ha rivoluzionato il modo in cui gli sviluppatori web affrontano la progettazione front-end, fornendo una vasta gamma di componenti, stili CSS e JavaScript predefiniti che hanno reso più facile la creazione di interfacce utente coerenti e responsive. Sembra ieri, eppure da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Tuttavia questo framework continua ad essere tra i favoriti ancora oggi, dopo dodici anni dalla sua nascita!
Ma quali sono oggi gli altri frameworks più utilizzati per la programmazione front-end? Eccone qui alcuni:
- Foundation: offre una serie di strumenti per la creazione di siti web responsive e interfacce utente ricche di funzionalità. Foundation è altamente personalizzabile e fornisce una solida base per la progettazione web.
- Semantic UI: è un framework front-end che si concentra sulla semantica del codice HTML e offre una struttura basata su parole chiave comprensibili. Questo lo rende intuitivo per gli sviluppatori e facilita la creazione di interfacce coerenti.
- Materialize: basato sul design Material Design di Google. Offre componenti di interfaccia utente basati su Material Design, consentendo agli sviluppatori di creare siti web con un aspetto moderno e coeso.
- Bulma: è un framework CSS flessibile e leggero basato su griglie. Si concentra sull’utilizzo di classi CSS per la progettazione e offre un approccio semplice e pulito alla creazione di layout web.
- Chakra UI: fornisce una vasta gamma di componenti predefiniti, come bottoni, form, modali, card e molti altri, che possono essere facilmente personalizzati e riutilizzati nelle tue applicazioni web.
In tutta questa miriade di framework sono stati omessi grandi nomi come Vue.js e React che, sebbene siano utili principalmente per lo sviluppo di interfacce utente, vengono spesso utilizzati come parte integrante del front-end per la gestione dello stato e la manipolazione dinamica del DOM.
Ma quindi quale framework scegliere? Dipende dalle proprie esigenze, ad esempio alcuni framework sono più adatti per la creazione di siti web statici, mentre altri sono progettati per applicazioni web complesse o per sviluppo mobile. Ad esempio, se stai creando un’applicazione web single-page (SPA), potresti voler considerare framework come React o Vue.js. Se stai creando un sito web aziendale, potresti optare per Bootstrap o Foundation. E poi ci sono molti altri fattori da considerare, come il linguaggio di programmazione preferito, la prestazione, il grado di personalizzazione che si vuole raggiungere. La sperimentazione è la più utile risposta a questa domanda, solo dopo aver conosciuto si può dare un giudizio.
Tuttavia, prima di concludere questo articolo, non possono non essere citati due tra i più acclamati framework degli ultimi anni, vale davvero la pena provarli!
- Tailwind CSS: offre una vasta gamma di classi CSS predefinite che possono essere applicate direttamente agli elementi HTML. Queste classi sono progettate per gestire stili comuni come margini, padding, colori, tipografia, allineamenti e molto altro. Gli sviluppatori possono combinare queste classi per creare stili personalizzati senza la necessità di scrivere CSS personalizzato.
- Panda CSS: fornisce una serie di classi di utilità, modelli e ricette per la creazione di interfacce utente moderne e reattive nelle applicazioni Web. Inoltre, offre un approccio più originale allo styling dei componenti utilizzando oggetti JavaScript, rendendolo più leggibile e gestibile rispetto agli approcci puramente basati su stringhe.
I framework sono una risorsa importantissima che ha rivoluzionato il mondo della programmazione, provare per credere!
"Make It Easy"
08/08/2023
Nei primi anni del 2000 una rivoluzione digitale cambiò il modo di creare siti web: i CMS (Content Management System). Sebbene il primo sistema di gestione dei contenuti risalga agli anni ’90 e non esista una data precisa di quando sia stato creato il primo, ci sono alcuni sistemi che possono essere considerati precursori dei moderni CMS, come “ZopeACS” oppure “Zope”. Questi sistemi erano spesso specifici per determinati scopi, come la pubblicazione di contenuti o l’interazione all’interno di community online. Il concetto di un CMS completo e versatile per la creazione e la gestione di siti web è stato ulteriormente sviluppato negli anni successivi con con l’introduzione di piattaforme come WordPress, che ha rivoluzionato il modo in cui le persone creano e gestiscono siti web. I CMS sono estremamente popolari e ampiamente utilizzati per la creazione di siti web in tutto il mondo. Questo è dovuto alla loro facilità d’uso, alla flessibilità che offrono e alla capacità di consentire a persone con diverse competenze tecniche di creare e gestire siti web.
Quali sono i CMS più utilizzati?
- WordPress: uno dei CMS più diffusi ed è ampiamente utilizzato per la creazione di siti web di ogni tipo, inclusi blog, siti aziendali, negozi online e molto altro. È noto per la sua flessibilità, la vasta gamma di temi e plugin disponibili e la sua facilità d’uso.
- Joomla: un altro CMS popolare che offre una maggiore flessibilità rispetto a WordPress per la gestione di siti web più complessi. È spesso utilizzato per siti web aziendali, comunitari e di e-commerce.
- Drupal: un CMS potente e altamente personalizzabile che è adatto per la creazione di siti web più avanzati e complessi. È spesso scelto per progetti che richiedono una maggiore flessibilità e controllo.
- Magento: è un CMS focalizzato sul commercio elettronico e viene utilizzato per creare negozi online. Offre funzionalità avanzate per la gestione dei prodotti, dell’inventario e delle transazioni online.
- Shopify: anche se non è esattamente un CMS nel senso tradizionale, Shopify è una piattaforma di e-commerce completa che consente di creare e gestire negozi online. È molto popolare tra i commercianti online per la sua facilità d’uso e le sue funzionalità di vendita.
- Wix: è una piattaforma di creazione di siti web che offre un approccio drag-and-drop per la costruzione di siti web. È noto per la sua semplicità e la vasta gamma di modelli predefiniti.
Esistono poi piattaforme di progettazione e sviluppo web che combinano un sistema di creazione di siti web visuale con la possibilità di generare codice pulito e semantico. Uno di questi è Webflow, un strumento all-in-one che permette agli utenti di progettare, sviluppare e pubblicare siti web interattivi e responsivi senza la necessità di scrivere manualmente il codice HTML, CSS o JavaScript. Tuttavia, è importante notare che Webflow ha una curva di apprendimento e richiede tempo per padroneggiare completamente le sue funzionalità. Sebbene Webflow semplifichi molti aspetti dello sviluppo web, la comprensione dei concetti di base del design e del web è ancora essenziale per ottenere risultati efficaci.
I CMS sono appositamente progettati per consentire a persone senza esperienza tecnica o di programmazione di creare e gestire siti web in modo relativamente semplice. Questo vuol dire che non ci sarà più bisogno di web developer? Non ancora. Ci sono diverse ragioni per cui molte persone e aziende si affidano ancora a web developer specialisti come Jarop:
- Personalizzazione avanzata: i CMS offrono una serie di opzioni di personalizzazione, ma in alcuni casi potresti aver bisogno di funzionalità o design molto specifici che richiedono una conoscenza più approfondita. Uno sviluppatore può personalizzare il sito esattamente secondo le tue esigenze.
- Integrazione di funzionalità avanzate: alcune funzionalità personalizzate o complesse potrebbero richiedere lo sviluppo di script personalizzati o l’integrazione di plugin personalizzati. Gli sviluppatori sono in grado di gestire queste integrazioni in modo più efficace.
- Ottimizzazione delle prestazioni: uno sviluppatore esperto può ottimizzare il sito per migliorare la velocità di caricamento, l’ottimizzazione SEO e l’esperienza utente complessiva.
- Risoluzione di problemi tecnici: se si verificano problemi tecnici o errori, uno sviluppatore esperto può risolverli più rapidamente e in modo efficace.
- Siti complessi o su larga scala: per progetti complessi, come piattaforme di e-commerce con esigenze avanzate di gestione dei prodotti e dei pagamenti, potrebbe essere necessario un approccio più professionale.
- Design su misura: se desideri un design completamente unico e su misura per il tuo marchio, uno sviluppatore può tradurre il tuo concept in un design funzionante.
- Sicurezza: uno sviluppatore può implementare misure di sicurezza aggiuntive per proteggere il tuo sito da minacce online.
- Risparmio di tempo: anche se i CMS semplificano la creazione di siti web, richiedono comunque tempo per imparare e personalizzare. Assumere uno sviluppatore ti consente di risparmiare tempo ed evitare potenziali errori da principiante.
In sintesi, mentre i CMS sono fantastici strumenti per i principianti che desiderano creare siti web in modo autonomo, ci sono ancora molti scenari in cui la consulenza e l’assistenza di uno sviluppatore professionista possono portare a risultati più personalizzati, performanti e sicuri. Dipende dalle esigenze specifiche e dagli obiettivi per il sito.
"In Code We Trust"
20/07/2023
Correvano gli anni ’60 quando vennero sviluppati i primi concetti di ipertesto, che permettevano ai testi di contenere collegamenti ipertestuali che rimandavano ad altre parti di un documento o a documenti differenti. Ancora non si aveva un’idea chiara di cosa stesse succedendo, ma le basi per la struttura non lineare del web stavano prendendo forma. Ci vollero altri vent’anni perché Berners-Lee creasse il primo browser chiamato “WorldWideWeb”. Nel 1994 Marc Andreessen e il suo team svilupparono “Mosaic”, uno dei primi web browser grafici. Questo browser rese il web più accessibile e visivamente attraente, portando a un aumento dell’interesse per il World Wide Web. Nel ’96 nacque JavaScript e da allora le cose si fecero molto più interessanti. Ma cos’è esattamente JavaScript? Mettiamola così, se l’essere umano fosse un insieme di codici web, all’alba dei tempi il suo Creatore avrebbe usato HTML per creare una testa, due braccia, un busto, e così via. Si sarebbe servito di CSS per definire il colore della pelle, la tipologia di capelli, gli occhi e molti altri particolari. Infine avrebbe sfruttato JS per coordinare i movimenti: uno starnuto fa sempre chiudere gli occhi, per camminare le gambe devono alternarsi, con il sonno viene da sbadigliare. Il codice web ha continuato a evolversi fino ad oggi con l’introduzione di nuovi standard, tecnologie e approcci allo sviluppo. L’HTML5, ad esempio, ha introdotto nuovi elementi e funzionalità che rendono il web più potente e versatile.
Ma nel 2023 è ancora utile questo linguaggio di programmazione?
Negli ultimi vent’anni sono nati diversi nuovi framework e librerie emergenti nel campo dello sviluppo web che sono diventati popolari per creare applicazioni web moderne e dinamiche. Ecco alcuni dei framework più noti e utilizzati:
- React: è un framework JavaScript sviluppato da Facebook. È ampiamente utilizzato per la creazione di interfacce utente reattive e componenti riutilizzabili. React si concentra sulla gestione efficiente del DOM virtuale e offre un approccio dichiarativo per costruire interfacce.
- Angular: è un framework sviluppato da Google. È un framework completo per la creazione di applicazioni web dinamiche. Angular offre un sistema modulare, una sintassi dichiarativa per la definizione dell’interfaccia utente e una vasta gamma di funzionalità, inclusa la gestione dello stato.
- Vue.js: è un framework JavaScript progressivo che si concentra sulla creazione di interfacce utente reattive. Ha una curva di apprendimento più dolce rispetto ad alcuni altri framework ed è popolare per la sua flessibilità e facilità d’uso.
- Svelte: è un framework che si distingue per il suo approccio unico al rendering. A differenza di altri framework che eseguono la compilazione nel browser, Svelte compila il codice in JavaScript pulito durante la fase di sviluppo, consentendo di avere app più leggere e performanti.
- Ember.js: è un framework di sviluppo front-end che mira a semplificare il processo di creazione di applicazioni web complesse. Offre convenzioni chiare e un approccio strutturato.
- Next.js: è un framework React per il rendering lato server e per la creazione di applicazioni web universali. È popolare per la sua facilità d’uso e le sue funzionalità avanzate per il rendering lato server.
- Nuxt: è un framework simile a Next.js, ma è basato su Vue.js. Offre funzionalità simili per il rendering lato server e la creazione di app universali.
Questi sono solo alcuni esempi dei nuovi framework che sono stati sviluppati per semplificare e potenziare lo sviluppo web. La scelta del framework dipende spesso dalle preferenze personali, dalle esigenze del progetto e dalle competenze del team di sviluppo.
Ma quindi dobbiamo considerare HTML, CSS e JS come ormai obsoleti?
HTML, CSS e JavaScript non sono considerati obsoleti affatto. Anzi, sono ancora ampiamente utilizzati e sono fondamentali per lo sviluppo web moderno, quindi questi tre linguaggi sono ancora essenziali. L’evoluzione delle tecnologie web ha portato all’introduzione di nuovi framework, librerie e strumenti che rendono il processo di sviluppo più efficiente e potente, ma questi framework spesso si basano su HTML, CSS e JavaScript come fondamenti. Il futuro presenta ancora molte sorprese ma di una cosa possiamo stare certi: l’evoluzione dei codici di scrittura avrà sempre una base solida che definirà il progresso del web.
"Siamo tutti fotografi"
11/06/2023
“Aspetta! Facciamo un selfie!” quante volte è capitato di dire una frase del genere? Quanti momenti preziosi abbiamo deciso di immortalare tra i quattro angoli di un display digitale? Fotografare un paesaggio, una persona, una pietanza, fa ormai parte della nostra routine e spesso, grazie alle potenti applicazioni di photo editing, i risultati risultano anche modesti. Oggi si può dire che il mondo fotografico è diventato decisamente più vasto, la concorrenza è enorme ma il mercato risulta redditizio. Non c’è anfratto, espressione del viso, particolare microscopico, meraviglia della natura, che non sia stata fotografata. Al giorno d’oggi il business delle foto è molto ampio e, grazie allo sviluppo tecnologico, tutti possiamo accedere ad una strumentazione decente per poterci improvvisare fotografi professionisti. Ad agevolare le nostre vendite ci sono inoltre diversi siti web che offrono foto ad alta qualità per uso commerciale attraverso piani di abbonamento o acquisti a pagamento. Questi siti spesso forniscono una vasta gamma di immagini adatte a diverse esigenze, come progetti pubblicitari, siti web, materiali di marketing e molto altro. Ecco alcuni dei principali siti a pagamento che offrono foto per uso commerciale:
- Shutterstock: uno dei siti più noti per l’acquisto di foto a pagamento. Offre un’ampia varietà di immagini, illustrazioni, video e musica da utilizzare in progetti commerciali.
- Getty Images: una delle più grandi agenzie fotografiche al mondo. Offre immagini di alta qualità, video e contenuti editoriali per scopi commerciali.
- Adobe Stock: è integrato con Adobe Creative Cloud e offre una vasta raccolta di immagini, video e template per progetti creativi.
- iStock: è di proprietà di Getty Images e offre una vasta gamma di immagini royalty-free per uso commerciale.
Seguono siti simili che addirittura offrono fotografie a costo zero. Questi siti web forniscono immagini sotto licenze che consentono l’uso commerciale senza dover pagare alcun costo. Tuttavia, è importante leggere attentamente le indicazioni fornite da ciascun sito. Ecco alcuni dei principali siti gratuiti che offrono foto per uso commerciale:
- Unsplash: offre una vasta raccolta di foto di alta qualità in diverse categorie. Le foto sono condivise sotto una licenza Creative Commons Zero (CC0), che consente l’uso per scopi personali e commerciali senza attribuzione.
- Pixabay: offre foto, video, illustrazioni e grafiche vettoriali gratuite sotto licenza CC0. Gli utenti possono cercare e scaricare contenuti senza dover pagare o attribuire l’autore.
- Pexels: offre una vasta selezione di foto e video gratuiti per uso commerciale. Le immagini sono disponibili sotto licenza CC0.
- Freepik: offre grafiche vettoriali, foto, icone e molto altro. Mentre la maggior parte dei contenuti è gratuita, alcune risorse richiedono attribuzione quando vengono utilizzate in progetti commerciali.
Lo strumento per fotografare è importante, meglio quindi uno smartphone di ultima generazione o una reflex?
Gli smartphone di ultima generazione sono dotati di fotocamere sempre più avanzate e sofisticate, che sono in grado di produrre immagini di alta qualità e adatti a molte situazioni fotografiche. Tuttavia, ci sono ancora alcune differenze significative tra la qualità fotografica degli smartphone e quella delle fotocamere reflex digitali (DSLR) o delle fotocamere mirrorless di alta gamma, come le dimensioni del sensore, gli obiettivi intercambiabili, un controllo manuale dell’apertura, del tempo di esposizione e dell’ISO. Inoltre gli smartphone spesso utilizzano software avanzati per migliorare le immagini, ma possono applicare automaticamente filtri e ottimizzazioni che possono non essere desiderati. Le fotocamere reflex e mirrorless offrono un maggiore controllo sulla post-produzione delle immagini e quindi sulla loro risoluzione e sulla profondità di campo.
Sembra quindi che gli smartphone, per quanto avanzati, continuino sempre a mantenere uno standard di qualità fotografica inferiore ad uno strumento per fotografi professionisti, tuttavia ecco alcuni cameraphone del 2023 di qualità davvero notevole:
Ecco invece le fotocamere più gettonate:
Qualsiasi possa essere la scelta, non è solo lo strumento che fa la differenza. Ci vuole occhio, originalità, intuizione, pazienza, sono qualità che non si possono acquistare in nessun negozio online, o almeno, non ancora.
"Veni, Vidi, Vici"
09/05/2023
Cosa succede quando una piccola azienda nata in un garage acquisisce tanto potere da diventare un magnate indiscusso nel settore tecnologico? È il caso di Google, il padrone di tutti noi mortali, il detentore delle regole di questo gioco, il supervisore della nostra condotta, il timoniere del web. Nell’anno passato il suo fatturato ha abbondantemente superato i 200 miliardi di dollari posizionandosi tra le cinque aziende con più fatturato al mondo. Neanche Page e Brin avrebbero mai pensato di raggiungere livelli così alti. Mentre stavano sviluppando il loro motore di ricerca all’Università di Stanford, avevano una forte convinzione che la loro tecnologia di analisi dei link avrebbe portato a risultati di ricerca migliori e più rilevanti rispetto a quelli offerti da altri motori di ricerca dell’epoca. In un primo articolo accademico scritto da Page e Brin nel 1996, avevano affermato: “Data la vastità di Internet, molte ricerche danno risultati che coprono migliaia di pagine e potrebbero richiedere ore per esaminare. Un motore di ricerca che ha migliorato la precisione dei risultati dei primi 10 documenti da 10% a 80% sarebbe utile. […]” (“The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine”). Mai una previsione fu così azzeccata.
Quindi Google detiene il monopolio?
Sicuramente Google è stata denunciata con questa accusa, prima dal Presidente Donald Trump, e poi da Joe Biden (vedi articolo “La Repubblica”). È risaputo che Google spesso offre servizi gratuiti come il motore di ricerca e molte delle sue app, ma in cambio raccoglie dati che contribuiscono alla sua attività pubblicitaria. Questa combinazione è un modello che può essere complicato da valutare ai fini della definizione di monopolio. Tuttavia le decisioni sul fatto che un’azienda detenga o meno un vero e proprio dominio globale spesso richiedono valutazioni legali e giuridiche specifiche. Immaginiamo di voler combattere il predominio di questo colosso, come fare? Il contrasto al potere di controllo di Google richiederebbe sforzi da parte di molte parti interessate. Dalla promozione della concorrenza all’utilizzo di motori di ricerca alternativi, dalla sensibilizzazione del pubblico sugli aspetti legati alla privacy al sollecitare regolamentazioni più rigorose, le decisioni e le azioni da intraprendere dipenderanno comunque dalle considerazioni legali, etiche e politiche specifiche.
È quindi giusto dire che senza un account Google diventa difficile inserire e pubblicizzare la propria azienda nel web?
Sì, in generale, avere un account Google può semplificare notevolmente il processo di inserire e pubblicizzare la propria azienda sul web, poiché offre una serie di strumenti e servizi che possono essere molto utili per aumentare la visibilità online della propria azienda. Tuttavia, è importante distinguere tra la facilità di utilizzo e l’obbligo di utilizzare un account Google. Ecco alcune ragioni per cui un account Google può essere utile:
- Google My Business: è una piattaforma gratuita che consente alle aziende di creare un profilo aziendale online, mostrare informazioni chiave come l’indirizzo, l’orario di apertura, il numero di telefono e ricevere recensioni dai clienti. Questo può aiutare l’azienda a comparire nei risultati di ricerca locali e sulla mappa di Google.
- Google Ads: è la piattaforma di annunci di Google che consente alle aziende di creare annunci pubblicitari a pagamento che vengono mostrati nei risultati di ricerca di Google e su altre piattaforme. Anche se non è strettamente necessario avere un account Google per utilizzare Google Ads, è sicuramente più semplice utilizzare un account esistente per accedere ai servizi.
- Google Analytics: offre strumenti di analisi web gratuiti che consentono alle aziende di monitorare il traffico del sito web, comprendere il comportamento degli utenti e valutare l’efficacia delle campagne di marketing.
- Strumenti di collaborazione: un account Google offre accesso a strumenti di collaborazione come Google Drive e Google Docs, che possono semplificare la condivisione di documenti e informazioni tra i membri del team.
- Google Search Console: questo strumento consente di monitorare la presenza del sito web nei risultati di ricerca di Google, identificare eventuali problemi tecnici e ottenere dati sulle prestazioni.
Ma è importante notare che mentre un account Google offre vantaggi, non è l’unico modo per inserire e pubblicizzare un’azienda online. Esistono altre piattaforme di social media, strumenti di pubblicità e directory locali che consentono alle aziende di ottenere visibilità online senza un account Google. Tuttavia è innegabile affermare che questo colosso finanziario, controllando una parte significativa del mercato, sia indubbiamente una delle principali aziende nel settore della tecnologia. Una cosa è certa: niente dura per sempre. Potrebbe succedere domani come fra dieci anni, ma un nuovo, grande colosso si affermerà sul mercato globale, dando parecchio filo da torcere a Google. Forse sarà una piccola azienda nata in un fienile dell’Ohio, o in un piccolo monolocale nella periferia di Beijing e, come ogni volta, noi viaggiatori del web ci lasceremo trasportare nell’infinità di servizi che presto diventeranno indispensabili nelle nostre vite, ma di cui ancora ignoriamo l’esigenza.
"Il Giorno Del Giudizio"
18/04/2023
Il filosofo Seneca affermava che “spesso nel giudicare una cosa ci lasciamo trascinare più dall’opinione che non dalla vera sostanza della cosa stessa”. Ebbene, chissà cosa avrebbe detto scoprendo che un giorno sarebbe stato possibile dare un giudizio su ogni cosa ed avere il potere di far conoscere le proprie impressioni al resto del mondo? Quando entro in queste riflessioni, spesso penso ad un mio caro amico, che chiameremo Oreste, fondatore di un’umile realtà aziendale in una piccola città del Nord Italia. Ricordo ancora la sua paura nell’investire sul suo intuito ed il suo talento, al giorno d’oggi creare un’azienda dal nulla può voler dire fare bingo e sistemarti a vita come rovinarti i futuri dieci anni nel tentativo di ripagare i debiti che hai collezionato. Ecco perché in un progetto improntato sul business è fondamentale l’opinione dei clienti. Questo Oreste lo aveva capito subito, dapprima iniziò con umiltà, prendendo le distanze dal proprio profilo web, cercando piuttosto di mostrare tutta la pazienza e la professionalità acquisite in anni di esperienza in quel determinato settore lavorativo. Sono felice per lui che, dopo tanti sforzi le cose gli siano andate bene. O almeno in parte perché dopo due anni, oltre ad una eccessiva stanchezza per il continuo lavoro, si è sviluppata in lui una malsana (secondo me) ossessione per le recensioni sul profilo della sua azienda. Non è iniziata subito, come ho già scritto inizialmente si disinteressava dei commenti, focalizzandosi sul suo lavoro, ma quando si accorse di aver raggiunto un centinaio di reviews, tutte con cinque stelle, oltre all’autocompiacimento sviluppò una sorta di competizione immaginaria, come se arrivati a quel punto non potesse più permettersi di ricevere una recensione con un punteggio basso. Il suo successo si trasformò in ossessione e, nelle rare volte in cui compariva un commento negativo da parte di un cliente, si faceva in quattro per poter rimediare e raggiungere le tanto agognate cinque stelle.
Siamo stati abituati a valutare ogni cosa, ci sentiamo importanti perché la nostra opinione, insieme a molte altre, ha un peso considerevole sul futuro di un progetto. Viceversa restiamo compiaciuti quando qualcuno valuta positivamente una nostra attività, tessendo le lodi sul nostro operato. Non c’è nulla di male in tutto questo, tranne quando le nostre impressioni vengono influenzate da opinioni esterne, o quando ci lasciamo trascinare dal nervosismo causato da una giornata sbagliata. Allora il nostro nobile intendo di dare una recensione onesta e trasparente si trasforma in un gesto polemico, forse eccessivo, e ci scordiamo, una volta inviato il messaggio, che dall’altra parte c’è un altro essere umano che leggendolo potrebbe restarne ferito. Tralasciando le opinioni personali, è bene ricordarsi quanto citato in un articolo di Forbes in merito all’importanza delle risposte da dare alle recensioni: “Bene o male, tutte le recensioni meritano un qualche tipo di risposta. Interagire con i tuoi clienti dimostra che stai prestando attenzione a ciò che dicono e che sei interessato a fidelizzare la loro attività. Al giorno d’oggi i consumatori hanno molte scelte ed è più probabile che rimangano fedeli se un’azienda prende nota del loro input, sia esso positivo o negativo.”
Ma senza un faro abbastanza luminoso è difficile essere avvistati, ecco perché lo sviluppo della SEO è fondamentale per garantire un ritorno di reviews. In sintesi, le recensioni dei clienti possono avere un impatto diretto e indiretto sulla SEO dell’azienda. Tramite Jarop molte aziende sono riuscite ad ottenere una buona visibilità a prezzi contenuti, in modo da rendere il processo di recensioni automatico. Ma attenzione! Non fate come il mio amico Oreste, per quanto le opinioni a cinque stelle rappresentino un buon biglietto da visita, non bisogna restarne ossessionati. Una buona gestione delle recensioni, sia positive che negative, può contribuire a creare una reputazione positiva online e a migliorare la visibilità del sito web nei risultati di ricerca, consentendo all’azienda di guadagnare fiducia e attrarre nuovi clienti.
Insomma, la relazione tra la SEO di un’azienda e le recensioni dei clienti è complessa e interconnessa. Entrambi influenzano la reputazione e la visibilità dell’azienda online, ma operano su piani diversi. Potremmo elencare alcuni dei collegamenti che li tengono uniti:
- Reputazione e Visibilità: le recensioni dei clienti contribuiscono alla reputazione online di un’azienda. Recensioni positive possono migliorare l’immagine dell’azienda e aumentare la fiducia dei potenziali clienti. Questo può influire positivamente sulla decisione di cliccare sul sito dell’azienda nei risultati di ricerca.
- Contenuto Generato dagli Utenti: le recensioni dei clienti rappresentano una forma di contenuto generato dagli utenti, che può arricchire il sito web con testimonianze reali e autentiche. Questo tipo di contenuto può aumentare l’autorevolezza del sito agli occhi dei motori di ricerca e dei visitatori.
- Parole Chiave a Lunga Coda: le recensioni spesso contengono parole chiave specifiche e dettagliate correlate al settore dell’azienda e ai suoi prodotti o servizi. Queste parole chiave a lunga coda possono contribuire alla SEO, migliorando la rilevanza del sito web per determinate query di ricerca.
- Link Building Naturale: le recensioni positive possono portare a link verso il sito dell’azienda da fonti esterne, come piattaforme di recensioni, blog o forum. Questi link possono avere un impatto positivo sulla SEO, poiché indicano ai motori di ricerca che il sito è considerato affidabile e degno di essere citato.
- CTR e Tasso di Conversione: le recensioni positive possono influenzare il click-through rate (CTR) dei risultati di ricerca, poiché gli utenti sono più propensi a cliccare su un sito con recensioni favorevoli. Inoltre, un tasso di conversione più alto può derivare da recensioni positive, poiché gli utenti sono più inclini a convertire quando vedono opinioni positive da parte di altri clienti.
- Google My Business (GMB): le recensioni sono particolarmente rilevanti per la scheda Google My Business dell’azienda. Le recensioni su GMB influenzano la visibilità locale nei risultati di ricerca e sulla mappa.
Tutte queste informazioni possono sembrare spaventose agli occhi di un neofita, ma in realtà i passi da compiere sono ben strutturati e precisi, è difficile perdersi. Ma esiste quindi, come per il mio amico Oreste, una fobia globale per le recensioni negative?
La risposta è: sì, esiste una paura o un’ansia legata ai commenti negativi su piattaforme di recensioni. Chiamiamola ansia sociale, da prestazione, ci sono vari modi per identificarla. È normale, in un mondo in cui le opinioni nel web vengono valutate da potenziali clienti, le aziende o gli individui si sentono preoccupati o ansiosi. È importante però ricordarsi che le recensioni negative fanno parte dell’esperienza aziendale e nessuna azienda è immune da riceverne. Tuttavia, gestire le recensioni in modo professionale, rispondendo in modo tempestivo e costruttivo, può aiutare a mitigare gli effetti negativi. Inoltre, le recensioni negative possono anche offrire opportunità per il miglioramento e la crescita, poiché forniscono feedback reali dai clienti che possono essere utilizzati per apportare cambiamenti positivi. Bisogna quindi non rimanere spaventati da questo sistema di giudizio, piuttosto pensare a quello che ci hanno sempre insegnato da bambini per controllare l’ansia: l’importante è cercare di fare del nostro meglio, a prescindere dai risultati.
"Una Rivoluzione digitale"
12/03/2023
Da un formato analogico ad uno digitale ci vuole un attimo. Questo ormai lo sappiamo.
La trasformazione delle attività umane e dei beni materiali in forme digitali utilizzabili su dispositivi elettronici è un arte abilmente acquisita nello scenario mondiale, e il divario tra la realtà conosciuta ed un futuro utopico si acuisce sempre di più. La digitalizzazione ha avuto un impatto profondo nell’industria, l’istruzione, la salute, il commercio e molti altri settori che sono nati a seguito di una necessità prima poco considerata, e diventata oggi di basilare importanza. Attraverso la creazione di siti web, l’inserimento e la pubblicizzazione delle aziende nella fitta rete del web, Jarop rappresenta sicuramente uno di questi, in un oceano infinito di specializzazioni che variano dalla cybersecurity al digital marketing, dalle criptovalute all’intrattenimento digitale. In sintesi, la digitalizzazione ha trasformato radicalmente il modo in cui le persone interagiscono con le informazioni, i servizi e i beni, aprendo nuove possibilità e sfide in un mondo sempre più connesso digitalmente.
Eppure non tutto l’oro luccica.
In un mondo in cui tutto è diventato noiosamente accessibile, le nuove generazioni restano costantemente immerse in un ambiente in cui i confini tra il reale e il virtuale si fondono in modo sempre più intenso. Attraverso i social media, possiamo comunicare istantaneamente con persone di tutto il mondo, creando comunità virtuali che superano le barriere geografiche. Tuttavia, questo livello di connettività costante solleva preoccupazioni riguardo alla dipendenza tecnologica e alla perdita di contatto faccia a faccia. L’accesso a una vasta gamma di informazioni online ha migliorato significativamente le opportunità di formazione professionale e di conoscenza individuale, ma ciò può anche portare a una sovrabbondanza di contenuti, richiedendo la capacità di discernere tra informazioni accurate e fuorvianti. Lo stesso problema si presenta quando si parla di creatività attraverso i vari mezzi di espressioni forniti dalle piattaforme social, come video, podcast, arte digitale ecc. Per quanto tutto questo rappresenti un passo avanti nella libertà di espressione e condivisione, il bisogno di catturare l’attenzione online ha portato anche ad aspetti negativi, come la ricerca di validazione sociale e l’ansia da prestazione.
Ma quindi dobbiamo diffidare o accogliere a braccia aperte questa Rivoluzione Digitale?
In un mondo in cui i problemi quotidiani possono essere sempre più risolti da un AI, dobbiamo sentirci tutelati o minacciati, in quanto esseri umani? Ad oggi la risposta è ancora incerta, ci troviamo di fronte ad un mare in tempesta, resta solo da capire se la corrente ci porterà all’obiettivo designato o ci farà colare a picco. In un interessante articolo pubblicato su Limes si afferma che “la competizione sulle macchine che apprendono si gioca per il dominio nella quarta rivoluzione industriale“. L’immagine mentale di un mondo colpito da una profonda trasformazione nell’ambito dell’industria e della produzione, caratterizzato dall’integrazione avanzata di tecnologie digitali, automazione, intelligenza artificiale e connettività globale, non può che scaturire positività circa le previsioni di un futuro più “comodo” e accessibile. Klaus Schwab, autore de “The Fourth Industrial Revolution”, ci riporta però con i piedi a terra, presentandoci non solo i vantaggi, ma anche i rischi di una trasformazione tecnologica sempre più marcata, tra questi possiamo citarne alcuni: disuguaglianza economica e sociale, perdita di posti di lavoro, rischio per la privacy e la sicurezza dei dati, perdita di controllo umano, disconnessione sociale, protezione dei diritti umani.
Qualsiasi possa essere l’esito della digitalizzazione nel futuro, sembra che questo processo non sia reversibile. Possiamo solo affidarci alla saggezza di chi dall’alto tira le redini, imponendoci questa o quella innovazione all’apparenza indispensabile per la sopravvivenza dentro una Società ogni giorno più esigente.
Nel 2021, diverse fonti hanno identificato la Corea del Nord come uno dei paesi meno digitalizzati al mondo. La mancanza di infrastrutture digitali, la restrizione dell’accesso a Internet e il controllo governativo sulla comunicazione elettronica hanno contribuito a rendere la Corea del Nord un’incognita nell’analisi mondiale. La visione politica di Kim Jong-un enfatizza l’autosufficienza nazionale, l’indipendenza politica ed economica e l’autocontrollo del popolo, e tutto ciò si può tradurre in limitazioni della libertà di espressione e movimento, controllo dei media, scarso accesso a Internet. Se questo è il senso opposto alla digitalizzazione, pare ovvio sperare in un progresso tecnologico sempre più marcato. Resta comunque fermo in ciascuno di noi quel senso di disagio, quel pensiero distopico di matrice orwelliana che ci lascia con il fiato sospeso, nascondendo dentro di noi quel dubbio circa i risultati benefici a lungo termine di un’accesso all’informazione così ovvio, scontato, comodo, in cui le informazioni possono essere contrastanti, non verificate, dove nulla è completamente vero o falso, ma è solo un insieme di byte su uno schermo, che ci spiegano come dobbiamo pensare e cosa dobbiamo conoscere del mondo. E non dobbiamo neanche sforzarci troppo.










